Pulpiti di guerra

di Roberto Pirruccio - 11 Agosto 2008 | Guerra, Politica

La Russia sfodera i suoi canini più sanguinosi e invade senza sconti la discola figliastra Georgia, colpevole di aver riacceso il tema internazionale dell’ambigua gestione dei confini e dei diritti delle etnie da parte di Putin. Gli Stati Uniti, nella persona di George W. Bush, definiscono l’operazione come una «sproporzionata» e «inaccettabile violenza». Il vicepresidente Dick Cheney dice che «l’aggressione della Russia non può restare senza risposta».

Vogliamo ricordare o no a questi mezzuomini dalla doppia personalità che lorsignori sono gli stessi - dal 2003 a oggi - ad aver causato in Iraq un’ecatombe di 100mila morti civili violente, mascherando una guerra per il petrolio con la scusa delle inesistenti armi di distruzione di massa?

Se mister Bush non avesse la faccia come il cuore, andrebbe personalmente a saltellare su ciascuna delle cluster bomb che ha fatto sganciare tra i villaggi iracheni, come atto di integrità morale. Certo, poi sarebbe un problema recuperarne i milioni di pezzi sparsi per la Mesopotamia, poiché risulterà necessario donargli una sepoltura organica. Seppur zoppi, storpi, malati o deformi, tra i sopravvissuti saranno sicuramente in molti ad aver voglia di dedicargli un pellegrinaggio.

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