Colpire le vittime

di Roberto Pirruccio - 12 Agosto 2008 | Cronaca, Parma

Il 9 agosto, Repubblica Parma - a firma Mario Robusti - pubblica un reportage che segue le fasi di uno dei famigerati blitz “per la sicurezza”. Protagonista di questo giro è la lotta alla prostituzione. L’assessore Monteverdi si occupa così tanto da vicino dell’applicazione della Carta che non può fare a meno di spettacolarizzare l’operazione e radunare accanto a sé giornalisti, fotografi e telecamere. «Andiamo a colpire delle vittime», ha però profeticamente dichiarato l’assessore. Pare che le sue parole siano da prendere proprio alla lettera.

La foto che vedete qui sopra è stata scattata al comando della Polizia Municipale di Parma. E’ una cella di sicurezza e a terra giace esausta, sporca e seminuda una ragazza nigeriana. Aveva reagito in maniera molto aggressiva all’irruzione dei vigili urbani su via Emilia Ovest. Così, dopo esser stata trasferita in centrale, è stata rinchiusa in prigione nelle condizioni che potete constatare da soli. Monteverdi ci tiene a precisare: «Tutto secondo le procedure». Niente di cui preoccuparsi, insomma.

Nei giorni successivi, si è opportunamente avviata una catena di messaggi di indignazione nei confronti di questo barbaro modus operandi. Il trafiletto di Stefania Parmeggiani è addirittura finito sulla home nazionale di Repubblica.it ed è auspicabile che il fatto venga messo in risalto anche in altri circuiti informativi.

Pare a questo punto inevitabile una riflessione sulle libertà operative concesse ai sindaci e sull’efficacia delle soluzioni proposte dalla Carta di Parma, a suo tempo approvata con unanime entusiasmo dai colonnelli romani. L’unico dato certo finora in nostro possesso è quello economico: tutti questi blitz e pattugliamenti coatti, in orari straordinari, costano un occhio della testa. E finiscono per palesarsi in maniera sempre più evidente per quel che sono dal punto di vista pratico: facciata. Così come si è creato il clima di terrore, ora lo si vende come ’sotto controllo’.

Con le dovute conseguenze del caso. Come, sfortunatamente, violenze e discriminazioni. E come, fortunatamente, le denunce di qualche giornalista umano. Adesso adoperiamoci affinché quel reportage non finisca in qualche polveroso cassetto.

Pulpiti di guerra

di Roberto Pirruccio - 11 Agosto 2008 | Guerra, Politica

La Russia sfodera i suoi canini più sanguinosi e invade senza sconti la discola figliastra Georgia, colpevole di aver riacceso il tema internazionale dell’ambigua gestione dei confini e dei diritti delle etnie da parte di Putin. Gli Stati Uniti, nella persona di George W. Bush, definiscono l’operazione come una «sproporzionata» e «inaccettabile violenza». Il vicepresidente Dick Cheney dice che «l’aggressione della Russia non può restare senza risposta».

Vogliamo ricordare o no a questi mezzuomini dalla doppia personalità che lorsignori sono gli stessi - dal 2003 a oggi - ad aver causato in Iraq un’ecatombe di 100mila morti civili violente, mascherando una guerra per il petrolio con la scusa delle inesistenti armi di distruzione di massa?

Se mister Bush non avesse la faccia come il cuore, andrebbe personalmente a saltellare su ciascuna delle cluster bomb che ha fatto sganciare tra i villaggi iracheni, come atto di integrità morale. Certo, poi sarebbe un problema recuperarne i milioni di pezzi sparsi per la Mesopotamia, poiché risulterà necessario donargli una sepoltura organica. Seppur zoppi, storpi, malati o deformi, tra i sopravvissuti saranno sicuramente in molti ad aver voglia di dedicargli un pellegrinaggio.

Ghana avvelenato dai rifiuti hi-tech

di Roberto Pirruccio - 5 Agosto 2008 | Ambiente, Salute

Leggo su greenpeace.org, sbalordisco e diffondo:

Un’analisi condotta da Greenpeace su suolo e sedimenti prelevati da due aree di smantellamento di rifiuti elettronici in Ghana rivela una forte contaminazione ambientale a causa dell’improprio riciclo e smaltimento di questi rifiuti. Il rapporto “Ghana contamination – Pericolo chimico nei siti di riciclo e smaltimento dei rifiuti elettronici” viene diffuso oggi in tutto il mondo.

Il team scientifico di Greenpeace ha visitato due aree di smantellamento e di riciclaggio illegale, una al mercato di Agboblogshie, nella capitale Accra, e l’altra nella città di Korforidua. I campioni, prelevati sia da aree dove i rifiuti vengono bruciati all’aperto che da una laguna superficiale ad Abogblogshie, contengono metalli tossici come il piombo anche in quantità cento volte superiore ai livelli trovati in campioni di suolo e sedimenti non contaminati. Nella maggior parte dei test sono stati trovati gli ftalati, sostanze conosciute per interferire con il sistema riproduttivo. Presenti in un solo campione in concentrazioni molto elevate le diossine clorurate, noti composti cancerogeni. La natura e l’estensione della contaminazione chimica dei siti africani è simile a quella trovata in un’altra indagine di Greenpeace condotta in aree di smantellamento di rifiuti elettronici in Cina e India.

Container pieni di vecchi computer spesso rotti, monitor e TV di varie marche come Philips, Sony, Microsoft, Nokia, Dell, Canon e Siemens arrivano in Ghana da Germania, Corea, Svizzera, Olanda e Italia sotto la falsa veste di “beni di seconda mano”. Ma la maggior parte del contenuto di questi container finisce nei cantieri africani dove i rifiuti vengono trattati e bruciati a mani nude dai giovani lavoratori.

Questo “riciclo”, fatto in modo molto grossolano, ha lo scopo di estrarre parti metalliche, principalmente alluminio e rame, che poi vengono rivendute per circa 2 dollari ogni 5 chili.

Guarda il reportage fotografico su Flickr

Sia fatta l’altrui volontà

di Roberto Pirruccio - 3 Agosto 2008 | Cronaca, Diritti

ROMA - Marco Pannella irrompe nella polemica su Eluana Englaro con parole che sembrano destinate ad aprire un caso. Il leader radicale parte dalla decisione del padre della Marco Pannellaragazza, in stato vegetativo da anni, che, dopo la pronuncia dei giudici, potrà sospendere l’alimentazione artificiale alla figlia e lasciarla morire. E mette sul campo un parallelo tra Eluana e Giovanni Paolo II, per attaccare chi contesta la scelta di staccare la sonda alla ragazza. E lo fa ricordando le parole che il Pontefice, gravemente malato, disse a chi gli stava vicino poche ore prima della sua morte: «Lasciatemi tornare al Padre».

Da quella scelta parte l’attacco di Pannella: «Ora sarebbe vivissimo se si fossero usati contro di lui solo un decimo delle ‘cure’ che vengono imposte dai potenti, che impongono a tutti torture indicibili e inedite con l’uso diabolico delle scoperte scientifiche, ai genitori e alla civiltà costituzionale italiana e internazionale avendo preso in ostaggio il corpo di Eluana» afferma Pannella. Che, polemizzando, pone un interrogativo: «Wojtyla venne ascoltato, perché Eluana no?». (fonte: Repubblica.it)

La logica del ragionamento di Pannella è ineccepibile, dato che l’arretratezza italiana in materia di testamenti biologici è certamente un retaggio cattolico. La vita non è nostra, Dio solo è padrone della nostra vita. Il cristiano non è quindi libero di morire come gli pare; d’altronde secondo la Bibbia il suicidio è un peccato mortale superiore all’omicidio. Con l’aggravante del peccato di disperazione, appunto, perché il suicida priva la propria anima dalla possibilità di salvezza. Il suicida viene punito dalla Chiesa: gli è negata la sepoltura. E tutto ciò che ne consegue. Nel nostro caso, peraltro, non c’è alcun suicidio o omicidio programmato, ma semplicemente l’interruzione di una sopravvivenza artificiale.

Qualcuno potrebbe obiettare che Eluana non abbia messo per iscritto (pare l’abbia ribadito verbalmente più volte, però), prima dell’incidente, la sua precisa volontà di morire qualora si fosse trovata in stato vegetativo. Ma è altrettanto obiettabile che, in casi di irreversibilità come il suo, l’avanzamento scientifico cessa di generare cure e si trasforma in un iter meccanico - che con la speranza di vita non ha nulla a che vedere. La battaglia della famiglia resta insoluta, dato che l’unica soluzione per porre finire al calvario di Eluana è il trasferimento in una clinica privata. Libero Stato, quindi? C’è chi ha avuto modo di accorgersi del contrario (o quantomeno ne ha avuto una conferma).

Fascio Nord

di Roberto Pirruccio - 2 Agosto 2008 | Cronaca, Politica

(ANSA) - NOVARA - Il sindaco leghista di Novara, Massimo Giordano, ha emesso un’ordinanza che vieta di fermarsi in parchi e giardini di notte in più di tre persone.

…vi ricordate di quell’epoca che fu?