Colpire le vittime
Il 9 agosto, Repubblica Parma - a firma Mario Robusti - pubblica un reportage che segue le fasi di uno dei famigerati blitz “per la sicurezza”. Protagonista di questo giro è la lotta alla prostituzione. L’assessore Monteverdi si occupa così tanto da vicino dell’applicazione della Carta che non può fare a meno di spettacolarizzare l’operazione e radunare accanto a sé giornalisti, fotografi e telecamere. «Andiamo a colpire delle vittime», ha però profeticamente dichiarato l’assessore. Pare che le sue parole siano da prendere proprio alla lettera.
La foto che vedete qui sopra è stata scattata al comando della Polizia Municipale di Parma. E’ una cella di sicurezza e a terra giace esausta, sporca e seminuda una ragazza nigeriana. Aveva reagito in maniera molto aggressiva all’irruzione dei vigili urbani su via Emilia Ovest. Così, dopo esser stata trasferita in centrale, è stata rinchiusa in prigione nelle condizioni che potete constatare da soli. Monteverdi ci tiene a precisare: «Tutto secondo le procedure». Niente di cui preoccuparsi, insomma.
Nei giorni successivi, si è opportunamente avviata una catena di messaggi di indignazione nei confronti di questo barbaro modus operandi. Il trafiletto di Stefania Parmeggiani è addirittura finito sulla home nazionale di Repubblica.it ed è auspicabile che il fatto venga messo in risalto anche in altri circuiti informativi.
Pare a questo punto inevitabile una riflessione sulle libertà operative concesse ai sindaci e sull’efficacia delle soluzioni proposte dalla Carta di Parma, a suo tempo approvata con unanime entusiasmo dai colonnelli romani. L’unico dato certo finora in nostro possesso è quello economico: tutti questi blitz e pattugliamenti coatti, in orari straordinari, costano un occhio della testa. E finiscono per palesarsi in maniera sempre più evidente per quel che sono dal punto di vista pratico: facciata. Così come si è creato il clima di terrore, ora lo si vende come ’sotto controllo’.
Con le dovute conseguenze del caso. Come, sfortunatamente, violenze e discriminazioni. E come, fortunatamente, le denunce di qualche giornalista umano. Adesso adoperiamoci affinché quel reportage non finisca in qualche polveroso cassetto.
La Russia sfodera i suoi canini più sanguinosi e invade senza sconti la discola figliastra Georgia, colpevole di aver riacceso il tema internazionale dell’ambigua gestione dei confini e dei diritti delle etnie da parte di Putin. Gli Stati Uniti, nella persona di George W. Bush, definiscono l’operazione come una «sproporzionata» e «inaccettabile violenza». Il vicepresidente Dick Cheney dice che «l’aggressione della Russia non può restare senza risposta».
contaminazione ambientale a causa dell’improprio riciclo e smaltimento di questi rifiuti. Il 


